Musica: miti persiani e jazz in album '7 Djan' Trio Azarine

Pianista iraniano, un poema iniziatico contro ogni oscurantismo

15 luglio, 21:14

(di Luciana Borsatti) (ANSA) - ROMA, 15 LUG - Per sottrarsi al caos che opprime il mondo, l'upupa raccoglie la moltitudine degli uccelli per andare alla ricerca di un re perduto, Simurg, che si dice abbia tutte le risposte. Per raggiungerlo faranno un viaggio misterioso e tremendo passando per sette valli piene di insidie - e scoprire alla fine che le risposte stanno dentro di loro.

E' il nucleo di un poema persiano del XII secolo di Farid ad-Din 'Attar, la Conferenza degli uccelli, che ispira il Concerto 7 Djan (7 valli) del pianista e compositore Arshid Azarine e del suo trio, protagonisti di un emozionante concerto che nei giorni scorsi a Roma ha trionfalmente concluso la Giornata dedicata all'Iran dell'Accademia Filarmonica Romana. "La Conferenza degli uccelli è alla base del pensiero sufi e del teologo e poeta mistico persiano Rumi - dice Azarine in un'intervista all'ANSA - è una storia iniziatica, che mi è tornata più volte alla mente nella vita, aiutandomi a capire molte cose". Il pianista, giunto in Italia con Habib Meftah Boushehri (percussioni), Hervé de Ratuld (basso) e la mezzosoprano Ariana Vafadari, ha dedicato l'ultimo brano del concerto - quello sulla valle Fana, dove vi sono privazione e annientamento - "ad uno di quei magnifici uccelli il cui volo ha illuminato l'intera umanità, Abbas Kiarostami", dice del grande regista iraniano appena scomparso.

Allo stesso modo aveva voluto dedicare il suo nuovo cd '7 Djan' alle vittime degli attentati del 13 novembre a Parigi, sua città d'adozione, "come a tutte le vittime dell'oscurantismo in ogni luogo, tempo e a causa di ogni ideologia". Proprio per tale data infatti era stata fissata l'uscita del cd, e la sera il trio lo stava presentando non lontano dai luoghi dell'attacco.

Nel jazz di Azarine - 47 enne dalle molte vite, dalla professione di radiologo cardio-vascolare all'Hopital Européen Georges-Pompidou di Parigi all'impegno umanitario in Afghanistan con l'ong La Chaine de l'Espoir - si fondono influenze francesi classiche e persiane, tanto che lui stesso ha contribuito negli anni Novanta, con frequenti rientri in Iran, alla rinascita del genere nel suo Paese, dove la rivoluzione islamica era ostile alla musica occidentale. "Nel 1993 - racconta - alcuni amici sono stati arrestati con il loro strumenti mentre suonavano jazz ad una festa".

Ma solo un anno dopo, ricorda, fu proprio il suo gruppo a tenere il primo concerto jazz in una sala pubblica in Iran dopo la rivoluzione, grazie non solo alle politiche di apertura culturale dell'allora presidente Rafsanjani, ma anche, indirettamente, al fatto che il jazz ed il blues sono generi sviluppati dai neri come musica contro la schiavitù e il razzismo in America. Nel frattempo il jazz persiano è cresciuto, "con tre-quattro gruppi di livello internazionale", precisa Azarine, che nei mesi scorsi ha organizzato a Parigi proprio un festival del jazz iraniano. "Tra i giovani musicisti c'è molta energia - aggiunge - ma poche opportunità di confronto con gruppi stranieri. E il confronto in questo campo è fondamentale per crescere".

Quanto a lui, appunto, il jazz è solo una parte della sua vita. A Parigi ha lavorato nell'equipe per il primo cuore artificiale europeo Carmat sviluppato dal prof. Alain Carpentier, e ha fra l'altro collaborato con le università di Bologna e Padova nella ricerca sulla displasia aritmogena del ventricolo destro, malattia rara ma più diffusa nel veneziano.

Infine, con l'ong La Chaine dell'Espoir fondata da Alain Deloche, ha partecipato in particolare alla creazione nel 2006 dell'Istituto medico francese per l'infanzia a Kabul. Con lo spirito, sottolinea, di contribuire soprattutto alla formazione dei medici locali sia in Afghanistan che in Francia. (ANSA).

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