Italia-Tunisia:progetto Aida premia due start-up tunisine

Per diagnosi diabete, celiachia, sclerosi multipla, ipotiroide

18 gennaio, 11:29

(ANSAmed) - TUNISI, 18 GEN - Nell'ambito del progetto Enpi di cooperazione transfrontaliera Aida (Auto-immunita'-diagnosi), cofinanziato dall'Unione europea, sono state recentemente premiate con un fondo di avviamento speciale in denaro due start-up tunisine di ricercatori che inizieranno le loro attività al tecnopolo El Ghazala di Tunisi. Il primo progetto riguarda 4 biologi che hanno studiato procedure destinate a migliorare la diagnostica genetica molecolare e la presa in carico terapeutica di alcuni tipi di cancro. Il secondo progetto è il frutto del lavoro di sue ricercatori in informatica che hanno sviluppato un software in grado di monitorare la modifica del volume delle strutture cerebrali nei pazienti affetti da patologie neurodegenerative. La creazione in Tunisia di start-up innovative nel campo dell'Ict applicato alla sanità è uno degli obiettivi del progetto Aida, che punta a migliorare studi e diagnosi, in alcune strutture sanitarie della Sicilia e della Tunisia, delle malattie autoimmuni (Mai) come il diabete mellito, la celiachia, la sclerosi multipla, l'ipotiroide, attraverso l'installazione di sistemi informatici di acquisizione di immagini e dati per consentire analisi precise e precoci sui pazienti. Capofila del progetto e' l'Universita' di Palermo - Polo didattico di Agrigento, in partenariato con il centro Pasteur di Tunisi, l'ospedale Charles Nicolle, l'Universita' El Manar di Tunisi e il ministero della Salute del paese nordafricano. Le Mai costituiscono oggi il terzo grande processo patologico dopo le malattie vascolari e i tumori.

Queste patologie, causate dalle alterazioni del sistema immunitario, fanno la loro comparsa in maniera subdola. Alcuni studi sulla popolazione hanno dimostrato che circa il 3% delle donne incinte sono affette da ipotiroide; il 10,4% delle donne e il 9,3% degli uomini soffrono di diabete. Attualmente l'Ifi (Immunofluorescenza indiretta) e' la tecnica utilizzata per la diagnosi delle malattie autoimmuni. A Tunisi il numero di test di ricerca di auto-anticorpi utilizzato per Ifi supera i 15 mila all'anno (in Sicilia sono 50 mila all'anno). La base del progetto - ha spiegato il coordinatore, il professore Giuseppe Raso -, e' la creazione di un grande database composto da immagini e dati del test Ifi. L'applicazione di software specifici, permettera' di supportare le diagnosi dei medici. I fattori di rischio delle malattie autoimmuni - ha aggiunto - sono a volte genetici e a volte ambientali. Lavorare con popolazioni vicine sul piano genetico e per condizioni climatiche, ma differenti sul piano delle abitudini alimentari e culturali, ci consentira' di fare delle analisi comparative''.(ANSAmed)
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