Ibernazione, l'anticamera dell'eternità è un fenomeno in espansione

In cisterne corpi a testa in giù nell'azoto liquido. Tra ibernati anche italiani

  • Una immagine relativa al processo di ibernazione. ANSA/ CRYONICS INSTITUTE ++HO - NO SALES EDITORIAL USE ONLY++
  • A researcher holds frozen biological samples during the presentation of the 'Biobank' that will be keeping genetic materials of ancient humans in Barcelona, Spain, 16 June 2015.
  • Una immagine del Cryonics Institute, una delle societ che iberna corpi umani post mortem. ANSA/ CRYONICS INSTITUTE ++HO - NO SALES EDITORIAL USE ONLY++
  • Un momento delle operazioni di trattamento e spedizione corpi dall'Italia che verranno ibernati in Russia. ANSA/ PER GENTILE CONCESSIONE POLISTENA

(di Lorenzo Attianese) - Lunghi stanzoni con grosse cisterne verticali. Dentro ci sono i corpi umani sospesi a testa in giu', immersi nell'azoto liquido a meno 196 gradi, di chi ha sottoscritto il patto per entrare nelle anticamere dell'eternità. Circa duemila persone hanno gia' firmato il loro contratto ed aspettano di essere ibernate quando il cuore non battera' piu'. Per ora, in quelle cisterne chiamate tewar, ci sono gia' duecento corpi compresi quelli di qualche italiano. La crionica, ovvero la preservazione a basse temperature di esseri umani morti con la speranza di ripristinare in futuro le loro funzioni vitali, e' un fenomeno che riguarda anche l'Italia. Qui una decina di persone ha gia' sottoscritto un documento per chiedere che il proprio corpo venga criopreservato. E hanno pagato tariffe che variano dai 28mila ai 150mila euro.
    Oltre alle due societa' gia' esistenti da anni negli Usa, la Alcor ed il Cryonic Institute, ne e' nata anche una in Russia, la Cryorus, ed in Europa l'Inghilterra e la Germania sono tra i Paesi con il maggiore seguito di 'crionicisti'. Il fenomeno della 'ibernazione' e' in espansione. Il tutto in attesa che "la scienza della rianimazione sia piu' avanzata di oggi", perche' - secondo Max More, capo della Alcor, - le persone "che oggi soccombono ad una condizione fatale sono in effetti recuperabili. L'obiettivo e' riuscire a preservarli per il futuro, quando una tecnologia piu' avanzata sara' in grado di riportarli in vita".
    Le sacche di ghiaccio come un sudario, poi l'iniezione del crioprotettore al posto del sangue. Infine il lungo viaggio nell'azoto liquido a 196 gradi sotto lo zero. E colui che per il senso comune e' un morto, qui diventa "paziente".
    A sfidare il fine vita ci sono anche alcuni italiani. Il primo è stato un imprenditore morto a 75 anni nel 2012. Un suo amico ha fatto la stessa scelta ed ha firmato nel 2006 un contratto con il Cryonic Institute. Dunque, la vita perpetua sembrerebbe alla portata di tutti, ma c'è da fare i conti, ad esempio, con i budget delle societa': non ci sono, infatti, garanzie sulla solidita' finanziaria delle aziende che operano in questo campo. Nel caso di un fallimento economico, i corpi potrebbero finire dall'azoto liquido facilmente sotto terra.
   

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